{"id":491,"date":"2022-03-08T19:01:15","date_gmt":"2022-03-08T18:01:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.smartrehab.it\/home\/?page_id=491"},"modified":"2023-05-30T10:41:38","modified_gmt":"2023-05-30T08:41:38","slug":"esoscheletri","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.smartrehab.it\/home\/esoscheletri\/","title":{"rendered":"Riabilitazione Robotica"},"content":{"rendered":"\n<div style=\"height:144px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-huge-font-size wp-block-paragraph\">Riabilitazione Robotica<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La riabilitazione robotica si divide in due macrocategorie: robot terapeutici (utilizzati in fase di riabilitazione post trauma) e robot di assistenza (utilizzati come ausilio alle attivit\u00e0 quotidiane in caso di arti compromessi) (Siciliano et al. 2008). I dispositivi possono essere classificati in base alla modalit\u00e0 operativa:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Dispositivi per la Mobilizzazione Continua Passiva (CPM);<\/li>\n\n\n\n<li>Dispositivi per la Facilitazione Neuromuscolare Propriocettiva (PNF);<\/li>\n\n\n\n<li>Esoscheletri e Robot per l&#8217;addestramento dell&#8217;andatura;<\/li>\n\n\n\n<li>Dispositivi integrati con sistemi di realt\u00e0 virtuale.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Dispositivi per la mobilizzazione passiva continua (CPM)<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con il termine CPM (Continuous Passive Motion) vengono descritti quei dispositivi generalmente fissati ad una struttura di base (esterna, o integrata nel dispositivo stesso), equipaggiati con sistemi meccanici fissati a giunti rotazionali o traslazionali a livello delle articolazioni (nel caso di arto inferiore: dell\u2019anca, del ginocchio e della caviglia). La forza viene esercitata dal dispositivo su una o pi\u00f9 strutture anatomiche dell\u2019arto inferiore: il dispositivo permette generalmente l\u2019esecuzione del movimento solo su un piano, di solito parallelo al piano sagittale. I dispositivi CPM permettono all\u2019operatore di definire il range di movimento delle principali articolazioni dell\u2019arto inferiore attraverso informatiche dei sistemi di controllo (anche informatizzati). Il processo di riabilitazione prevede l\u2019incremento del ROM dell\u2019articolazione nel tempo, con l&#8217;obiettivo di aumentare la mobilit\u00e0 articolare. I dispositivi CPM sono macchine passive perch\u00e9 non richiedono al paziente di sviluppare contrazioni volontarie della muscolatura scheletrica e di esercitare alcuna forza per la realizzazione del movimento (Marko et al. 2011).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"583\" height=\"781\" src=\"https:\/\/www.smartrehab.it\/home\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Senza-titolo.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-566\" srcset=\"https:\/\/www.smartrehab.it\/home\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Senza-titolo.png 583w, https:\/\/www.smartrehab.it\/home\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Senza-titolo-224x300.png 224w\" sizes=\"auto, (max-width: 583px) 100vw, 583px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Dispositivi per Facilitazione Neuromuscolare Propriocettiva<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La facilitazione neuromuscolare propriocettiva (Proprioceptive Neuromuscolar Facilitation, PNF) \u00e8 una particolare tecnica di stretching, che combina lo stretching passivo e quello isometrico (Brotzman et al. 2008). La tecnica PNF, nata per la neuro-riabilitazione, trova una vasta applicazione per la riabilitazione di pazienti con affezioni muscolo-scheletriche determinate da un alterato controllo neuromuscolare degli arti, del collo e del tronco. Questa terapia manuale \u00e8 un trattamento volto a valutare il movimento e a trattare eventuali disfunzioni, aumentando la risposta del sistema neuromuscolare grazie alla stimolazione dei propriocettori. Il PNF pu\u00f2 essere diviso in tre fasi: <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1) Stretch (posizione statica di allungamento muscolare); <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2) Contrazione volontaria (del muscolo sottoposto ad allungamento); <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">3) Re-stretch (allungamento muscolare maggiore del precedente).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"516\" height=\"354\" src=\"https:\/\/www.smartrehab.it\/home\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/pnf.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-567\" srcset=\"https:\/\/www.smartrehab.it\/home\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/pnf.png 516w, https:\/\/www.smartrehab.it\/home\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/pnf-300x206.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 516px) 100vw, 516px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Esoscheletri per l\u2019addestramento dell\u2019andatura e la riabilitazione<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli esoscheletri robotici per la riabilitazione dell\u2019arto inferiore possono essere divisi in:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>trainer per la deambulazione umana, con l\u2019obiettivo del recupero della deambulazione dei pazienti;<\/li>\n\n\n\n<li>dispositivi con specifici scopi di riabilitazione in base alle specifiche del robot (Al-Quraishi et al. 2018).<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Recentemente, Sanchez-Villama\u00f1an et al. (2019) hanno analizzato la letteratura scientifica individuando 52 esoscheletri utilizzati per la riabilitazione degli arti inferiori. Questi dispositivi sono stati classificati e schematizzati in una figura in base a: tipologia di funzione (riabilitazione o assistenza), numero di DoF attivi e passivi, utilizzo nelle patologie, sistema di attuazione (elastici, a rigidit\u00e0 variabile o pneumatici); applicazione monolaterale o bilaterale.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1004\" height=\"550\" src=\"https:\/\/www.smartrehab.it\/home\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/grafico-eso.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-568\" srcset=\"https:\/\/www.smartrehab.it\/home\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/grafico-eso.png 1004w, https:\/\/www.smartrehab.it\/home\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/grafico-eso-300x164.png 300w, https:\/\/www.smartrehab.it\/home\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/grafico-eso-768x421.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1004px) 100vw, 1004px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di seguito alcuni esempi di esoscheletri bilaterali e monolaterali.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"585\" height=\"810\" src=\"https:\/\/www.smartrehab.it\/home\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/esempi.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-569\" srcset=\"https:\/\/www.smartrehab.it\/home\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/esempi.png 585w, https:\/\/www.smartrehab.it\/home\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/esempi-217x300.png 217w\" sizes=\"auto, (max-width: 585px) 100vw, 585px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><a>Esoscheletri bilaterali<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"577\" height=\"539\" src=\"https:\/\/www.smartrehab.it\/home\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/esempi2.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-570\" srcset=\"https:\/\/www.smartrehab.it\/home\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/esempi2.png 577w, https:\/\/www.smartrehab.it\/home\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/esempi2-300x280.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 577px) 100vw, 577px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><a>Esoscheletri bilaterali<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"591\" height=\"577\" src=\"https:\/\/www.smartrehab.it\/home\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/esempio3.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-571\" srcset=\"https:\/\/www.smartrehab.it\/home\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/esempio3.png 591w, https:\/\/www.smartrehab.it\/home\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/esempio3-300x293.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 591px) 100vw, 591px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><a>Esoscheletri monolaterali<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><a><\/a><a>Dispositivi integrati con sistemi di realt\u00e0 virtuale<\/a><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dispositivi integrati con sistemi di realt\u00e0 virtuale\/serious games, appartengono a una classe di strumentazione che consente l&#8217;implementazione di terapie riabilitative innovative, personalizzate sui bisogni del paziente. In particolare l\u2019ambiente di realt\u00e0 virtuale \u00e8 utilizzato nella riabilitazione attiva della caviglia poich\u00e9 consente un feedback visivo e uditivo che incoraggia la consapevolezza del paziente. Recentemente, Zeng et al. (2018) hanno condotto una review sistematica sugli studi clinici che valutavano l\u2019efficacia dei dispositivi riabilitativi per la caviglia associati ai sistemi di giochi in realt\u00e0 virtuale. Gli autori concludono che la riabilitazione (singola o pluri-sessioni) della caviglia associata ai giochi con realt\u00e0 virtuale migliora significativamente la capacit\u00e0 di controllo motorio dell\u2019articolazione. Sebbene, le strategie di allenamento\/terapia devono essere personalizzate in base al paziente e in base al livello di disabilit\u00e0 della caviglia. Bisogna distinguere due differenti sistemi di videogiochi applicati alla riabilitazione: videogiochi specificatamente progettati e videogiochi commercializzati (Aminov et al. 2018). Sebbene entrambi i sistemi forniscono dei feedback sul movimento eseguito dal paziente, i videogiochi specificatamente progettati dai ricercatori della riabilitazione, forniscono un feedback aumentato al fine di sviluppare il senso di posizione del paziente nello spazio (Wilson et al. 2016; Duckworth et al. 2013; Duckworth et al. 2015), per rafforzare diversi parametri di movimento (come traiettoria ed endpoint) e ridurre i movimenti errati (Subramanian et al. 2007; Subramanian et al. 2013). Mentre, i videogiochi commercializzati utilizzati per la riabilitazione hanno il vantaggio di essere prontamente disponibili e relativamente economici rispetto ai precedenti (Lincoln et al. 2000).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Korn et al. (2017) hanno provato a stilare le <em>best practices<\/em> (migliori pratiche) della riabilitazione \u201cgamificata\u201d, cio\u00e8 dell\u2019utilizzo dei videogiochi nella riabilitazione. Sebbene, in letteratura si concordi sul fatto che l&#8217;aggiunta di un gioco alla riabilitazione possa migliorare la motivazione e la partecipazione dei pazienti alle sessioni di riabilitazione, ci sono indicazioni su quanto complessi dovrebbero essere i videogiochi. Gli autori, in particolare, hanno dimostrato che i videogiochi con un design semplice aiutano a sostenere la motivazione nei pazienti, tuttavia, non possono compensare forti limitazioni interne come la paura del dolore, la noia o la semplice pigrizia. Mentre, videogiochi pi\u00f9 coinvolgenti per la riabilitazione potrebbero aumentare ulteriormente la motivazione, ma i risultati mostrano che questo potrebbe essere un passo nella direzione sbagliata perch\u00e9 se l&#8217;immersione (distrazione) \u00e8 elevata, il paziente potrebbe non riconoscere i segnali di dolore e l&#8217;esercizio potrebbe persino causare ulteriori danni e lesioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dispositivi SMART REHAB<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dispositivi modulari SMART REHAB vengono indossati dal paziente abilitando l&#8217;esecuzione di esercizi riabilitativi in ambiente virtuale in riferimento ad uno specifico target personalizzato in relazione al percorso riabilitativo previsto. I dispositivi, durante l\u2019esecuzione del movimento, sono programmati per generare una resistenza variabile in relazione alla posizione e all&#8217;intenzione di moto del paziente. Tale personalizzazione \u00e8 selettiva rispetto ai differenti distretti muscolari di ciascuna articolazione dell&#8217;arto inferiore (ginocchio e caviglia), abilitando il training motorio in pazienti con esiti da post-trauma (ortopedici) o da ictus (neurologici), incrementandone il tono muscolare e il recupero funzionale. I dispositivi sono in grado, ad esempio, di simulare l\u2019effetto di un trattamento riabilitativo in acqua facendo interagire il paziente con una resistenza viscosa variabile.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"350\" height=\"295\" src=\"https:\/\/www.smartrehab.it\/home\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Prototipo_SmartRehab-removebg-preview.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-754\" srcset=\"https:\/\/www.smartrehab.it\/home\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Prototipo_SmartRehab-removebg-preview.png 350w, https:\/\/www.smartrehab.it\/home\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Prototipo_SmartRehab-removebg-preview-300x253.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dispositivi indossabili modulari presentano una catena cinematica compatibile con la catena anatomica del paziente (1 grado di libert\u00e0 per la riabilitazione dell\u2019articolazione del ginocchio e 1 o 2 gradi di libert\u00e0 per la riabilitazione della caviglia).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La specifica configurazione dei giunti e la presenza di supporti (link) regolabili consente di avere un&#8217;elevata adattabilit\u00e0 ai differenti parametri antropometrici dei pazienti e di semplificare le procedure di vestizione e rimozione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dispositivi SMART REHAB, per la riabilitazione delle articolazioni dell\u2019arto inferiore, rappresentano un importante strumento in grado di facilitare il lavoro del fisioterapista consentendogli di seguire pi\u00f9 pazienti contemporaneamente. Infatti, tali dispositivi possono essere utilizzati per una molteplicit\u00e0 di esercizi, controllando e limitando l\u2019ampiezza del movimento e garantendo al paziente un\u2019autonomia all\u2019interno della struttura riabilitativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sistema SMART REHAB trova la sua applicazione clinica per creare una \u201cindipendenza riabilitativa\u201d nel paziente. L\u2019opportunit\u00e0 di assegnare esercizi riabilitativi personalizzati, sotto il controllo dei dispositivi SMART REHAB e regolarmente monitorato dal fisioterapista, rende pi\u00f9 rapida ed efficace la ripresa funzionale del paziente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, i dispositivi hanno come obiettivo di aumentare e migliorare la confidenza del paziente nell\u2019esecuzione degli esercizi, perch\u00e9 minuziosamente codificati dai dispositivi sulle caratteristiche individuali del paziente (angoli di movimento, direzione del movimento e grado di resistenza al movimento).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dispositivi sono in grado di limitare i movimenti a uno o due gradi di libert\u00e0 di ogni singola articolazione o di combinare contemporaneamente movimenti dell\u2019articolazione del ginocchio e della caviglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un aspetto tecnico e clinico, altrettanto importante e utile nel recupero di un\u2019articolazione, \u00e8 la modulazione del tipo di lavoro muscolare da eseguire durante l\u2019esercizio riabilitativo. I fluidi ER, presenti a livello dei giunti dei dispositivi, creano un movimento viscoso, in grado di simulare gli esercizi eseguiti in acqua, che velocizzano il recupero della forza e della resistenza muscolare durante le diverse fasi della riabilitazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riabilitazione Robotica La riabilitazione robotica si divide in due macrocategorie: robot terapeutici (utilizzati in fase di riabilitazione post trauma) e robot di assistenza (utilizzati come ausilio alle attivit\u00e0 quotidiane in caso di arti compromessi) (Siciliano et al. 2008). 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